Non perdetevi la replica de Le Muse di Archimede che andrà in scena domani presso l’auditorium “Ennio Morricone“: tra il pubblico in sala ci sarà Aristotele di Stagira. Quando l’illustre pensatore e scienziato greco ha saputo che, oltre che di Anissimandro e di Democrito, si parla anche di lui, ha deciso di venire a vedere di cosa si tratta.
Non crediate che questo annuncio sia una birbonata ideata per una pubblicità ingannevole: il signor Aristotele ha già acquistato un biglietto per una poltrona in quinta fila. Né gongolatevi nelle vostre certezze perché convinti che quanto vi stiamo confidando sia del tutto impossibile. Cadreste una seconda volta in errore: non è forse il teatro quel luogo, senza spazio e senza tempo, dove tutto può accadere?

Se ne I Fulmini di Zeus abbiamo messo a confronto le diverse interpretazioni del mito e della scienza, con Le Muse di Archimede vogliamo mostrarvi che c’è una linea continua che lega le scoperte fatte dall’uomo nel corso del tempo. Più che nani sulle spalle dei giganti, come diceva Bernard de Chartres, siamo tasselli di un grande disegno senza margini che prende sempre più forma man mano che aggiungiamo un nuovo pezzo.

Certo, a ben vedere, fuori dal tavolo ci sono montagne di tasselli scartati che non hanno mai trovato posto nel magico incastro. Si chiamano prove, tentativi e anche questi hanno la loro importanza. D’altronde “How many times musta a man look up – Before he can see the sky?” cantava Bob Dylan in Blowin’ in the Wind.

E noi proviamo. Proviamo con lo strumento che più di ogni altro mezzo permette di fare e disfare: il teatro che qui, per esteso, comprende le Muse e che ciconsente, provando e riprovando, di trovare quei tasselli del puzzle che partendo da Anassimandro arrivano fino a Einstein e oltre. Perché il sapere e la conoscenza non sono il canto di una sirena, ma la risultante di un coro accompagnato da una grande orchestra.

Fuoco, Terra, Aria, Acqua (da Empedocle a Mendeleev)
Una Sfera Sospesa nel Vuoto (da Anassimandro alla gravità)
Indivisibile all’infinito (da Democrito ai quanti)
Teoria e Pratica (da Aristotele a Feynman)

  • Durata: 120 min.
  • Presso: Auditorium Facoltà di Lettere Università di Tor Vergata
  • Regia: Roberto Andolfi

Uno spettacolo per tutti!

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